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Come sta in Italia la tutela della salute e sicurezza sul lavoro?

Federica Dascoli




Si sta facendo abbastanza a livello istituzionale per aumentare la prevenzione di infortuni e malattie professionali nel nostro paese? La normativa, con particolare riferimento al D.Lgs. 81/2008, è ancora attuale? Deve essere modificata?

Lo stato della salute della normativa in materia di sicurezza

Per rispondere a queste domande abbiamo intervistato l'avvocatoLorenzo Fantini, per lungo tempo dirigente della Divisione Salute e Sicurezza del Ministero del lavoro e spesso nostro interlocutore per affrontare le tematiche più rilevanti e delicate in materia di sicurezza e salute.

Lo abbiamo fatto a margine di una Tavola Rotonda da lui moderata, il 19 settembre 2018, alla manifestazioneSafety Expo 2018.

La Tavola Rotonda, dal titolo "Salute e Sicurezza sul Lavoro: visioni, idee e progetti a 10 anni dall'entrata in vigore del Testo Unico", aveva proprio tra i suoi obiettivi quelli di tastare il polso della salute e sicurezza in Italia e della normativa correlata con particolare riferimento al D.Lgs. 81/2008.

Ma, come immaginavamo, Lorenzo Fantini non si è sottratto anche alle domande più delicate per capire cosa sta accadendo al Ministero del Lavoro e chi potrà sostituire Paolo Pennesi, ex Capo dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro...

Nella precedente intervista si era parlato di un "abbassamento del livello di attenzione che le amministrazioni pubbliche riservano alla sicurezza", di "un servizio a scartamento ridotto". E oggi, a distanza di un anno, abbiamo la novità di essere senza il Capo dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro e senza il Segretario Generale del Ministero del Lavoro. Qual è la tua opinione su questi cambiamenti e sulla situazione attuale dell'attenzione per la salute e sicurezza sul lavoro?

Lorenzo Fantini:"(...) Rispondo partendo dalla seconda parte della domanda.

Rispetto all'anno scorso c'è qualche novità? Cioè c'è un segnale di una amministrazione intesa come insieme di amministrazioni competenti, quindi Ministero del Lavoro principalmente, Ministero della Salute ma anche regioni e INAIL, che dà un segno di volontà di affrontare il tema della prevenzione in maniera giornaliera?

La risposta, sinceramente, è no. Perché a parte iniziative, come ho già detto l'anno scorso, di alcune amministrazioni volenterose, prima tra tutte l'INAIL, (...), le amministrazioni che dovrebbero essere deputate a trainare questo treno che noi vorremmo andasse forte, fosse un treno ad alta velocità (...), il treno della prevenzione, non lo fanno (...).

Quindi la risposta alla seconda parte la tua domanda, che io mi sono permesso di portare nella prima, è chenon è cambiato molto dall'anno scorso.

L'unica novità che io posso segnalare è OIRA.

OIRAè un acronimo inglese per un sistema informatico che permette alle aziende di poter redigere il documento di valutazione del rischio semplicemente inserendo dei dati all'interno di un sistema informatico che viene gestito, guarda caso, dall'INAIL. È una cosa molto molto utile, però riguarda solo il settore degli uffici, perché il decreto OIRA è stato elaborato con limitato riferimento - per il momento, poi se ne farà un uso maggiore, una volta che si farà uno sviluppo dello strumento più approfondito - agli uffici.

Ecco questa è l'unica novità che io posso segnalare e questo dà il senso di un anno passato abbastanza inutilmente dal punto di vista dell'attesa dell'amministrazione.

Sulla prima parte la tua domanda, non mi sottraggo assolutamente.

Il segnale che è stato dato dal Ministero del Lavoro nellamancata riconferma di due dirigenti apicali- che sono il dottor Paolo Pennesi che era fino a poche ore fa il capo dell'ispettorato Nazionale del Lavoro e del dottorPaolo Onelliche tra l'altro è stato il mio direttore generale sia quando sono entrato al Ministero nel 2003 e sia quando sono uscito nel 2013 e conosco molto bene per le sue qualità e le competenze – (...) è un pessimo segnale.

Questo devo dire per vari motivi.

Un'amministrazione secondo me matura - e non è una questione politica, non sto parlando dell'attuale Ministero del Lavoro – dovrebbe avere in generale continuità nell'azione amministrativa, nella progettazione dell'azione amministrativa e anche nel mantenere dirigenti che negli anni hanno maturato competenze.

Ora io mi fermo su Paolo Pennesi, ma potrei dire lo stesso per Paolo Onelli. Pennesi è incontestabilmente il più grande esperto per ragioni di studio, ma soprattutto per ragioni di lavoro, in materia di vigilanza e di vigilanza su salute e sicurezza sul lavoro.

È giusto che si sappia che un dirigente di quella fascia (...) non può essere licenziato. (...)

Spostarlo dall'incarico per fargli fare attività di studio di fatto non è un'economia. (...) Ed è, secondo me, il segnale di una discontinuità rispetto all'azione amministrativa chenon trovo un segnale positivo. (...)

Mi pare che in passato, riguardo al sistema dello spoils system, si sono avute anche delle riconferme dei vertici dirigenziali guardando alle competenze...

L.F.: "(...) Quando cambia la politica ci sta, è giusto che ci sia un cambiamento, ma mi aspetterei una considerazione, come giustamente hai detto tu, della competenza specifica maturata dal dirigente (...).

Non è neanche importante sapere chi ci va al posto di questi due, perché stiamo parlando di due persone che nel loro ambito sono al vertice, quindi non si può che andare peggio. Ecco perché sono un po' perplesso. Però magari i fatti mi smentiranno, verrà fuori un capo dell'Ispettorato nazionale del Lavoro che farà venir meno il caporalato (...).

Chiaramente un Ispettorato nazionale del lavoro che faccia bene un lavoro di contrasto rispetto al lavoro nero, ma più in generale rispetto ai temi della prevenzione e dei rapporti di lavoro -perché l'Ispettorato non fa solo sicurezza sul lavoro ma si occupa anche di rapporti di lavoro (...) - può fare molto se imposta in maniera corretta la politica. Personalmente le politiche che erano state fatte da Pennesi, le ho sempre condivise.

Vediamo che cosa succederà con il nuovo capo dell'Ispettorato (...). Il segnale che è stato dato con la scelta del nuovo capo dell'Ispettorato, secondo me, non va nella direzione giusta".

A questo punto diciamo qualcosa sulla scelta del nuovo capo dell'ispettorato...

L.F.: "Il nome che non è stato ancora formalizzato, ma possiamo dire che sia certo, ci parla di ungenerale dei carabinieriche ha l'esperienza del nucleo dei carabinieri che sta presso l'Ispettorato.

Va benissimo, ma diciamo che è una scelta che indica una volontà solamente vessatoria.

(...) Se questa scelta significa che dobbiamo battere in maniera rigorosa, implacabile e non, diciamo, sfumata le aziende, io non sono d'accordo perché la prevenzione degli infortuni si fa senz'altro con la repressione ma prima ancora anche con la chiarezza e convinzione. Secondo me la sicurezza si fa convincendo le aziende a farla. Cercando di avere un approccio, non dico collaborativo perché si tratta pur sempre di questioni che riguardano la salute delle persone, ma che tenga conto anche delle esigenze delle aziende. (...)

Io credo che l'approccio giusto debba essere equilibrato. (...)"

Per leggere l'intervista completa vi invitiamo a visitare la pagina www.puntosicuro.it