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Collegamento sostanziale

Federica Dascoli

IlConsiglio di Stato, sez. V, 19 marzo 2018 n. 1753 rammenta il seguente principio fondamentale in tema di collegamento sostanziale:

"deve quindi confermarsi l'orientamento giurisprudenziale (ex multis, Cons. Stato, V, 6 febbraio 2017, n. 496) secondo cui "grava sulla stazione appaltante il solo compito di individuare gli indici dell'esistenza di un unico centro decisionale e non anche il compito di provare in concreto l'avvenuta alterazione del gioco concorrenziale, ovvero il compito di indagare le ragioni di convenienza che possono aver indotto l'unitario centro di imputazione ad articolare offerte in parte diverse fra loro", di talché "ciò che deve essere provato [...] è soltanto l'unicità del centro decisionale, e non anche la concreta idoneità ad alterare il libero gioco concorrenziale, in quanto la riconducibilità di due o più offerte ad un unico centro decisionale costituisce ex se elemento idoneo a violare i generali principi in tema di par condicio, segretezza e trasparenza delle offerte".

A fondamento del provvedimento di esclusione dalla gara erano stati posti i seguenti elementi di fatto:

  • la coincidenza della sede legale e operativa (stesso numero civico);
  • la coincidenza del cognome dei legali rappresentanti, tale da far presumere l'esistenza di un rapporto di parentela tra gli stessi, poi confermata dalle risultanze dell'accertamento anagrafico;
  • la coincidenza del luogo di nascita e di residenza dei legali rappresentati (stesso civico);
  • la coincidenza del soggetto che aveva rilasciato la Soa alle imprese interessate;
  • la coincidenza del soggetto certificatore Iso e della data del rispettivo rilascio e rinnovo;
  • la coincidenza della Compagnia assicuratrice che aveva rilasciato le polizze fideiussorie, di cui una sottoscritta il 7 aprile 2016 e l'altra '8 aprile 2016 con numero di polizza progressivo;
  • la coincidenza del soggetto (Lottomatica) presso cui era stato eseguito il pagamento all'Anac, le cui ricevute per di più riportavano la medesima data di pagamento del 12 aprile 2016, ad appena un minuto l'una dall'altra (rispettivamente alle ore 9,12 e 9,13), il che faceva presumere che l'operazione fosse stata compiuta per entrambe da un medesimo soggetto;
  • la sussistenza di uno stretto rapporto parentale tra i legali rappresentanti delle due ditte (fratelli) e fra i soci delle medesime (madre e figli);
  • la circostanza che tutti e quattro i soci (fratelli, sorella e madre) delle due imprese erano anche soci e amministratori dell'impresa.

Fonte:
www.giustizia-amministrativa.it
www.giurisprudenzappalti.it