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IL COORDINATORE DELLA SICUREZZA BLOCCATO TRA "IL VECCHIO E IL NUOVO"

Synetich Srl

 

È sorta una controversia in merito al possesso dei requisiti necessari per una corretta presentazione alla procedura di gara d'appalto. Nello specifico, la figura indicata come coordinatore per la sicurezza, alla data di presentazione dell'offerta deve essere in possesso del requisito professionale di cui all'art. 98 del D.LGS n. 81 del 2008. Il requisito professionale comprende l'adempimento agli obblighi formativi previsti e prescritti dalla legge.

La frizione normativa

La frizione emerge dalla compresenza, con opportune differenze, tra la “vecchia” normativa, vale a dire il D.LGS 163/2006 e l'articolo 98 del D.LGS. n. 81 del 2008.
L'appellante sostiene infatti di essere in possesso del requisito dato dall'attestato relativo all'abilitazione a svolgere funzione di coordinatore della sicurezza, avendolo conseguito nel 1997, quindi antecedentemente all'entrata in vigore del d.lgs. n. 81 del 2008. Pertanto si dichiara “in regola” salvo il solo ritardo nell'assolvimento dell'obbligo di aggiornamento, a cadenza quinquennale e della durata di quaranta ore.

L'interpretazione dell'appaltante

Secondo l'appellante, il mancato completamento delle quaranta ore di aggiornamento nei predetti cinque anni non comporta necessariamente la perdita del titolo abilitante ottenuto tramite l'attestato, ma solamente la sua temporanea inefficacia.

L'esito

La sentenza appellata viene dunque censurata per avere ritenuto che il requisito professionale per il coordinamento della sicurezza fosse da intendersi come un requisito di partecipazione alla procedura da riferire alla società incaricata della formulazione dell'offerta. Si tratta, invece, di un requisito necessario per l'espletamento dell'attività: in altre parole, occorrente al momento dell'affidamento dell'incarico (requisito di esecuzione).
L'appello è respinto dalla Consiglio di Stato, Sez. V, 22/ 06/ 2020, n. 3967.

La sentenza

Dopo aver ricordato che la determinazione di esclusione dalla gara è stata determinata partendo dalla motivazione per cui, in data della dichiarazione resa, l'operatore non era in possesso del requisito di coordinatore della sicurezza, in quanto non era stato conseguito il corso di aggiornamento, i giudici si soffermano sui requisiti del coordinatore previsti dall'articolo 98 (del D.LGS. 81/2008) ed entrano nel merito del ricorso: L'istanza di offerta prevedeva che “il professionista incaricato del coordinamento sicurezza sia in possesso dei requisiti professionali e dell'abilitazione specifica ai sensi dell'art. 98 del D.Lgs. 81/2008″.

La sentenza appellata mostra che "alla data di presentazione dell'offerta (16 maggio 2018), il professionista indicato non aveva adempiuto agli obblighi formativi stabiliti e imposti dall'art. 98, comma 2, e dall'allegato XIV, del d.lgs. n. 81/2008. Il fatto in questione è comprovato dall'attestato di frequenza dell'imputato. Conseguentemente, l'efficacia dell'abilitazione richiesta alla data dell'offerta risultava sospesa, non permettendo al professionista di esercitare regolarmente l'attività di coordinatore della sicurezza fino allo svolgimento e al completamento del corso formativo".

Tuttavia, trattandosi di un servizio non compreso nel contratto iniziale (ma complementare) ed essendo consentita la procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando a tale titolo, non sussiste un problema di rispetto della par condicio: l'appello viene respinto.

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