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Apparecchi di sollevamento materiali: come e quando effettuare la verifica?

Synetich Srl

 

Il documento, creato dalle competenze e dalle conoscenze di Sara Anastasi e Luigi Monica (Inail, DIT), Mauro Platania (Inail, Unità operativa territoriale di Messina) e Adalberto Sibilano (Inail, Unità operativa territoriale di Taranto), analizza e descrive le macchine movimento terra e i carrelli industriali attrezzati con dispositivi per sollevamento carichi sospesi e i caricatori per la movimentazione di materiali. Inoltre, in linea con la premessa del documento, “ne illustra le principali caratteristiche costruttive, per poi trattare in modo approfondito le fasi di cui si compone l'attività tecnica di prima verifica periodica (compilazione della scheda tecnica dell'attrezzatura e redazione del verbale di verifica)”.

 
Gli obblighi del datore di lavoro e la periodicità delle verifiche

Come ricordato anche nel documento del 2017, il Decreto Ministeriale 11 aprile 2011 stabilisce che il datore di lavoro dotato di un apparecchio di sollevamento di tipo mobile, non azionato a mano e con portata superiore a 200 kg, “provveda a:

  • dare comunicazione di messa in servizio dell'attrezzatura all'unità operativa territoriale dell'Inail competente, che provvede all'assegnazione di una matricola;

  • richiedere la prima delle verifiche periodiche all'unità operativa territoriale dell'Inail competente secondo le scadenze indicate dall'allegato VII al d.lgs. 81/08 e s.m.i.; il sopradetto allegato per le attrezzature di sollevamento prescrive periodicità variabili in base alla loro vetustà e al settore di impiego; in particolari settori, infatti, quali costruzioni, siderurgico, portuale ed estrattivo la frequenza di verifica si riduce”.  

Il documento, inoltre, riporta l'indicazione delle periodicità prescritte per le attrezzature di sollevamento mobile:

  • Verifica annuale per gli apparecchi di sollevamento materiali con portata superiore a 200 Kg. non azionati a mano, di tipo mobile o trasferibile, con modalità di utilizzo adatte ai settori di costruzione, siderurgici, portuali, di estrazione;

  • verifica biennale per gli apparecchi di sollevamento materiali con portata superiore a 200 Kg. non azionati a mano, di tipo mobile o trasferibile, utilizzati a cadenza naturale e fabbricati entro i 10 anni antecedenti;

  • verifica annuale per gli apparecchi di sollevamento materiali con portata superiore a 200 Kg. non azionati a mano, mobili o trasferibili, con modalità di utilizzo regolare e anno di fabbricazione antecedente 10 anni: verifica annuale.

 
Le indicazioni sulle verifiche degli apparecchi di sollevamento

Gli apparecchi di sollevamento di tipo mobile “rientravano già nel precedente regime di verifica ai sensi di quanto previsto dal combinato disposto dell'art. 5 del d.m. 12 settembre 1959 e dell'art. 194 del dpr 547/55. La circolare n. 23 del 13 agosto 2012 del Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha specificato che le attrezzature di sollevamento di tipo mobile, messe sul mercato prive di marcatura CE, rimangono soggette alla previgente regola omologativo, di esclusiva competenza dell'Inail, al termine della quale rientrano nel regime delle verifiche periodiche successive alla prima”. Nelle note, inoltre, è segnalato anche che la legge 30 ottobre 2013, n. 125 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-Legge 31 agosto 2013, n. 101, “ha previsto che le verifiche successive alla prima siano effettuate su libera scelta del datore di lavoro dalle ASL o, ove ciò sia previsto con legge regionale, dall'ARPA, o da soggetti pubblici o privati abilitati che vi provvedono secondo le modalità di cui al comma 13 dell'art. 71 del d.lgs. 81/08 e s.m.i.”.
Per gli apparecchi di sollevamento di tipo mobile immessi sul mercato prima di settembre 1996, ovvero privi di marcatura CE ai sensi della direttiva macchine, “il datore di lavoro dovrà produrre la documentazione prevista dalla circolare n. 77 del 23 dicembre 1976 del Ministero del lavoro e della previdenza sociale. Per gli apparecchi di sollevamento mobili marcati CE, invece, il datore di lavoro, qualora non avesse già provveduto ai sensi del previgente regime di verifica periodica, dovrà procedere ad inoltrare la comunicazione di messa in servizio dell'apparecchio all'unità operativa territoriale Inail competente, che procederà all'assegnazione della matricola”.
In seguito, viene indicato che gli apparecchi di sollevamento mobili, “già sottoposti a verifiche periodiche da parte delle ASL/ARPA prima della data di entrata in vigore del d.m. 11 aprile 2011, pur in assenza del libretto delle verifiche rilasciato dall'allora ISPESL o dall'Inail, come previsto dalle procedure di cui alla Circolare M.I.C.A. n. 162054/97 e alla successiva Circolare M.L.P.S. n. 23/12 al punto 10.2, rientrano nel regime delle verifiche periodiche successive alla prima. Per tali attrezzature, pertanto, non è prevista la compilazione della scheda tecnica di identificazione da parte di Inail, che s'impegna a provvedere quanto prima, qualora non fosse già stato fatto, all'assegnazione della matricola, al fine di consentire una completa redazione dei verbali di verifica e l'inserimento nella banca dati”.  

 

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