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Appalti, una fotografia dall'alto dell'Italia post Covid-19

Synetich Srl

 

Secondo uno studio condotto da Cresme Europa Servizi, rispetto al mese di aprile, periodo in cui è stato registrato il punto più basso toccato (1.131 bandi per 999 milioni), a è stata rilevata un'inversione di tendenza grazie ai 1.659 appalti per 2,73 miliardi.

Una mappatura dall'alto:

I bandi emessi tuttavia sono meno ricchi sia per l'Anas, 192 procedure (+143%) per 761 milioni (-32%), sia per le Ferrovie, 112 bandi (+148%) per 1,458 miliardi (41%). Emergono anche segnali di ripresa dal mercato dei lavori pubblici, ma il risultato dei primi cinque mesi, chiaramente condizionati dall'emergenza sanitaria, non può essere considerato pienamente positivo. Dal confronto con maggio 2019, i dati risultano deficitari solo in merito al numero delle gare (-4,8%), mentre il valore ha registrato una crescita del 118%. I dati raccolti e analizzati nei primi cinque mesi dell'anno restituiscono questo quadro: sono stati indetti complessivamente 8.103 bandi per un valore di 10,599 miliardi ma, nel confronto con il medesimo periodo   dell'anno passato, gli importi decrescono del 13,1% e gli appalti perdono il 14,4%.

Le stazioni appaltanti:

Per quanto concerne le stazioni appaltanti nello specifico, le amministrazioni comunali hanno subito un brusco rallentamento: i 4.549 bandi per 2,172 miliardi si traducono in un calo del 21,5% delle procedure e del 13,3% per i valori. Gli unici due enti ad aver fatto registrare dati positivi solo per due enti: i gestori di reti, infrastrutture e servizi pubblici nazionali hanno indetto 394 bandi (+32,2%) per 4,251 miliardi (+0,2%), le regioni 156 bandi (+9,1%) per 167 milioni (+67,9%). L'Anas ha incrementato gli output, ma ha ottenuto meno: ha indetto 192 procedure (+143%) per 761 milioni (-32%), mentre le Ferrovie hanno promosso 112 bandi (+148%) per 1,458 miliardi (-41%).

L'edilizia sanitaria e le classi d'importo

L'edilizia sanitaria risulta essere uno dei settori maggiormente colpiti in quanto è stato perso il 21% delle gare (319) e il 63% degli importi (568 milioni). Dall'analisi delle classi d'importo, sono soprattutto i piccoli lavori ordinari ad aver patito di più durante la pandemia, in quanto sono stati registrati segni negativi per tutti gli indici nelle fasce fino a un milione di euro.

Le opere

Di contro, le opere tra uno e cinque milioni crescono del +6,5% e del +19%, quelle tra i 15 e i 50 milioni incrementano del +9,7% e del +11%. Infine, le maxiopere superiori a 50 milioni mantengono sostanzialmente lo status quo, rimanendo stabili per il numero (18), ma perdendo il 41,7% alla voce valori per gli importi a base d'asta.

Le regioni

Per concludere con le Regioni, la Lombardia continua a occupare il gradino più alto del podio con 1.425 appalti (-18% in cinque mesi) per 2,702 miliardi (+89%). Seguono in lontananza l'Emilia-Romagna con 505 avvisi (-18%) per 859 milioni (-10%) e il Lazio con 601 gare (+21%) per 715 milioni (-5%).

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