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Abusi edilizi: il fattore temporale ha effetto sulla sanzione?

Synetich Srl

In merito agli abusi edilizi, la prima considerazione da compiere è quella riguardante la doppia conformità contenuta nel Testo Unico Edilizio: legittimata dagli articoli 36 e 37 del documento, la doppia conformità prevede che, per un intervento effettuato in assenza o difformità di permesso di costruzione, si possa ottenere una sanatoria a condizione che l'operazione sia conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia in vigore. Invece, in caso di interventi non sanabili, le strade sono due:

  • eliminare l'abuso attraverso la demolizione;

  • emanazione di una sanzione alternativa.

La seconda opzione, di norma, viene utilizzata quando la prima non è praticabile perché comprometterebbe la stabilità del fabbricato o delle parti conformi.  

 
Ricorsi e sentenze nell'edilizia: una delle cause più comuni

Rientra nel senso comune pensare che il fattore “tempo”, trascorso dalla realizzazione di un abuso edilizio, possa tramutarsi in una sorta di legittimazione. Tra le diverse sentenze sul tema, quella che prendiamo in esame è l'ultima in ordine cronologico, ossia quella del Consiglio di Stato giunta attraverso la sentenza 347 dell'11 gennaio 2021: il Tar di Torino aveva respinto il ricorso da parte del proprietario di un immobile, reo di non aver rispettato la normativa riguardante le distanze obbligatorie.
Nello specifico, l'individuo riteneva che la sanzione dovesse essere quantomeno diluita per due motivazioni:

  • l'immobile è stato realizzato 25 anni prima;

  • non esiste un interesse pubblico che possa giustificare la sanzione. 

 
Il parere dei giudici su spazio e tempo

Data la presa visione della perizia da parte degli individui deputati, la “dimensione spaziale” non è questionabile. Quella temporale, invece, non solo non favorisce il ricorrente, ma, al contrario, lo “condanna” in quanto il passare del tempo “rafforza il carattere abusivo dell'intervento, anche perché non ci si può fondatamente dolere del ritardo con cui l'Amministrazione ripristina la legalità”.

 
E la demolizione?

Premettendo che in questo caso non è stata emanata un'ordinanza di demolizione, per completezza è opportuno precisare che, secondo il DPR n.380/2001 (Testo Unico Edilizia) è possibile sostituire la sanzione demolitoria con quella pecuniaria. La decisione, però, spetta all'amministrazione comunale, ma nella fase esecutiva e quindi successiva all'ordine di demolizione. Anche in questo caso il fattore “tempo” è irrilevante, pertanto il ricorso viene respinto.

 

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